20 novembre 2009

Figlio guarda, domani tutto questo sarà tuo

Lo disse Luigi n a Luigi (n+1) parlando del regno di Francia, lo disse Silvio a Piersilvio parlando dell’Italia e da adesso lo puoi dire anche tu, amico che hai lavorato una vita in banca e che sei alle soglie del prepensionamento, parlando della scrivania che ti ha visto protagonista di tante eccitanti avventure! Macchè scherzare, C’è scritto qui!

Che fai? Non corri a presentare a tuo figlio la sua futura collega, figlia del tuo fedele compagno di ufficio? C’ha 12 anni? Ma che cazzo te frega, prima si conoscono, prima saranno a prendere il caffè insieme!

Nepotism2_1218084092

Nepotismo? Lo vedete che siete malfidati e pure un po’ stronzi?

il vicedirettore della banca assicura: «La nostra è una banca che punta tutto sull'attenzione e sulla relazione con la clientela: è chiaro che chi ha un familiare che da anni lavora con noi, ha una maggiore conoscenza e dimestichezza con il nostro modo di lavorare, per noi quello è un canale preferenziale».

In pratica è solo un altro modo per chiamarlo amore.

E anche il sindacato è felice:

«I grandi gruppi bancari», ha commentato il segretario generale aggiunto della Fabi, Lando Sileoni, «dovrebbero prendere d'esempio l'accordo raggiunto alla Banca di Credito Cooperativo di Roma che garantisce un ricambio generazionale fra i dipendenti che volontariamente scelgono di essere collocati in pensione in cambio dell'assunzione di un figlio o di un parente fino al terzo grado»

Quindi l’unico scontento sei tu, amico che hai fatto domanda in banca e che vali più di loro, perché di quanto vali a questa gente non frega proprio un cazzo.

Ah dimenticavo: Felice Week-end!

15 novembre 2009

Fossero anche simpatici…

Week end dei test match del rugby. Positivi soprattutto perché loro giocano e io riposo dopo 7 partite di fila!!
Onore all’Italia che a San Siro ha perso 20 a 6 con gli All Blacks che parevano andare a rallentatore. Alla fine messi sotto in mischia peggio di noi contro il Piacenza, a 5 metri dalla meta hanno preso 9 calci di seguito per crolli ripetuti. Se lo faceva il Firenze Rugby 1931 ci davano meta tecnica, 8 gialli e 4 mesi di galera (senza condizionale) dopo i primi 4… vaia vaia. Ma la mafia non era in Italia insieme agli spaghetti e al mandolino? Pare abbiamo esportato il modello mafioso anche nell’International Rugby Board… bene così.
Onore alla Francia, maledetti mangia formaggi nazionalisti, vincitori contro il Sud Africa campione del mondo.

161120070361   Nominando il Sud Africa la memoria torna a quando eri con noi, Questo post è dedicato alla tua memoria e a quel Phantom F12 che ti ricorda.


Onore all’ignoranza di Chabal e all’incidente sull’ala sudafricana non priva di colpa nell’aver rallentato all’incrocio (minuto 1.50 del video below) ma sopratutto:
Onore a questo week end di riposo che piglia da 10!!


13 novembre 2009

Trigun: Vash salverà il mondo.


Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra, gli oceani erano scomparsi, e lo Scottish aveva l'aspetto di un desolato deserto. Tuttavia, un po’ di americane boddone erano sopravvissute…
Non c’entra un cazzo ma lo volevo dire. Il vero post parte tra 3, 2, 1 adesso.

Trigun è una serie giapponese (“anime” per i nerdoni) in 26 episodi da 20 minuti l’uno, al netto di 4 minuti di sigla iniziale e 3 di sigla finale, che ieri sera ho finito di vedere sul mio nuovo divano IKEA Lycksele con tanto di copridivano arancione e tavolino poggiapiedi (tavolino da fumo per chi usciva al Gambrinus) Euro 7.99 prezzo civetta.

Cmq è la storia di un pistolero sul quale pende la taglia di 60 milioni di doppi dollari ($$) in un mondo simile al nostro ma privo della maggior parte della tecnologia, IKEA, e molto più arido. Quel che sembra un futuro post apocalittico del nostro mondo si rivela invece il futuro post apocalittico di un altro pianeta in cui una parte dell’umanità approda dopo il fallimento di una missione alla ricerca di un mondo perfetto in cui vivere. Questi sfigati quindi per cercare una Terra migliore finiscono per vivere in un posto tipo Sharm El Sheik ma senza mare e alberghi (il nulla cosmico), quindi quando li vedi patire ti viene da dire “visto che era meglio se stavi a casa, stronzo!”, però alla fine almeno loro patiscono la sete ma se vanno in galera l’omino blu non li ammazza, che non è poco.
L’eroe in questione si chiama Vash the Stampede e ha numerose affinità con Cristo: cerca di salvare l’umanità, è perseguitato dagli umani che vuole salvare, ha dei seguaci, pare immortale, gli piacciono le ciambelle e ha un impermeabile rosso. Il personaggio un po’ macchietta (intendo Vash, non Gesù) è divertente e se volete sapere come va a finire scaricatevelo da internet comprate i dvd.
Se volete che invece vi picchi con un tubo innocenti appena vi vedo potete vestirvi come questi 2 imbecilli che riproducono fedelmente Vash e il Reverendo Nicholas D. Wolfwood.



Se poi pensi che l'umanità è capace delle seguenti azioni:
UNO, DUE, MA SOPRATTUTTO TRE
allora Knives, nemesi e fratellone di Vash non ha poi tutti i torti a voler riportare la vita allo stadio monocellulare…

03 novembre 2009

In culo all’Orso

Durante 80 minuti di rugby possono succedere tante cose, molte delle quali chi ha giocato la partita non ricorda, vuoi per le botte, vuoi per la fatica, vuoi perché il cervello tende a dimenticare cose che potrebbero traumatizzare chi le ha compiute.
Una singola foto tolta da un contesto di mischie, ripartenze, touche e placcaggi può portare a farsi delle domande un po’ particolari…
 
Ecco che parte il Sondaggio…


Secondo voi cosa sto cercando dentro al culo dell’ Orso?





Per i tecno-lesi: Scegliete la vostra e premete su “Vote”.


Ogni altra risposta all’ostico enigma è gradita tra i commenti. Verrà aggiunta alla lista.

28 ottobre 2009

Les jeux sont faits

Sono ancora senza TV e a dire il vero non mi manca per nulla. Per i film ho il computer e per il cesso ho la PSP (ci gioco non mi ci pulisco!), quindi non temo siccità, quarantene, zombie-nazi o invasioni aliene.
Però Domenica mi sono scordato che era la giornata decisiva per i mondiali di MOTOGP e SBK che si sono conclusi senza accorgersi che io non ero alla TV a guardarli.
Quindi lunedì aprendo Internet (l’unico vicino di casa che ha la wireless aperta la spenge quando non la usa e nel week end non l’ha usata) mi sono ritrovato a bocce ferme a vedere interviste e commenti senza essermi goduto nessuna delle due gare… senza contare che a lavoro youtube è bandito.
Riassunto:



Valentino Rossi ha vinto il suo nono mondiale arrivando terzo. Primo è arrivato ancora Stoner che da quando è tornato dalla vacanza in Australia pare abbia ritrovato il gas di un tempo. Nella foto lo saluta sornione dandogli appuntamento all’anno prossimo dove,si spera, non decida di andare a Sharm a prendere il sole nel bel mezzo della stagione… teatrino con casco e maglietta “Gallina vecchia fa buon brodo”, burn-out etc etc, via ai festeggiamenti e fate entrare le maiale.
Altra storia nella WSBK che si conclude con la vittoria all’ultima manche di Ben Spies su Haga. Anche li feste, scherSi, motori delle ritmo scollettorati accesi accanto a chi dormiva e chiuso bandone.
Che dire:
1) Che magari se segui tutta la stagione ti devi ricordare di vedere l’ultimo round dove si decide tutto… altrimenti è come vedere i Soliti Sospetti e andare via prima che si capisca che il Kaiser Souze era lo zoppo (ebbene si, e Darth Vader è il padre di Skywalker, e il Gladiatore alla fine muore), poi tornare a film finito e chiedere a quello accanto come è andata.
2) Che i vicini con la wireless protetta c’hanno la mamma puttana e di conseguenza il babbo becco.
3) Che forse una televisione in casa alla fine la metto…
Vi lascio con la foto emblematica della stagione World SuperBike 2008-2009:

 
Ben Spies e la sua Yamaha R1

24 ottobre 2009

Perdere di un punto

Quando il tuo calcio piazzato non entra, l’arbitro fischia la fine e realizzi che hai perso di un punto stando in vantaggio per tutta la partita contro i signori professionisti del Colorno rimane un po’ l’amaro in bocca. Come quando a Natale apri il pacchetto delle perfette dimensioni di un Nintendo Wii e ci trovi uno shampoo e una saponetta (è successo e non c’ un cazzo da ridere), oppure quando riportano in classe il tema che pensavi il tuo capolavoro di letteratura e la prof. ti dà 6 meno meno.

Però il rugby è anche questo e quando esausto, gonfio e dolorante guardi i tuoi compagni realizzi che alla fine di quel punto, per oggi, se ne può fare a meno. Queste battaglie che combatti spalla a spalla con i compagni per 80 minuti secondo me le ricordi tutta la vita. Abbiamo sofferto insieme in ogni rack, ogni mischia, ogni touche, cercando di coprire quel gap che separa noi che di rugby si vive, perchè è aria per i nostri polmoni, con quelli che di rugby ci vivono, perchè sono soldi per il loro conto in banca… e insieme al conto certamente più grosso del mio hanno anche 20 centimetri e 30 chili più di me… ma il cuore mi dispiace per loro, quello i soldi e la palestra non lo fanno certo crescere.

Oggi ho visto i miei amici lottare in trincea per 80 minuti, ripartire rasenti alla mischia, alzarsi e ripartire di nuovo perchè c’era uno di noi da salvare, da solo che portava palla nelle linee avversarie. Ho visto negli occhi di una squadra di Top Ten (o quasi), la paura per non capire come potessimo essere sempre li a braccarli su ogni punto d’incontro, con la foga e l’aggressività dei primi minuti nonostante ne fossero passati 80, sostenendosi l’un l’altro nonostante  i pochi cambi e i crampi alle gambe. Ho visto una banda di fratelli che come un’unica cosa attaccava e difendeva insieme, e ringrazio Dio o gli Dei o chi ti pare perchè io ero li con loro, ero in campo per 80 minuti accanto a loro, e questa soddisfazione di aver condiviso tutto questo nessuno potrà mai levarmela, né oggi, né quando tra 20 anni ci ripenserò.

I soldi, la gloria, il successo e la maglia dell’Adidas noi li lasciamo a chi quello che ho provato oggi in quell’arena non potrà mai provarlo… perchè il cuore per fortuna nostra non si allena, o ce l’hai oppure ti conviene comprare qualcuno più grosso… e quel punto tenetevelo pure.

Grazie ragazzi.

23 ottobre 2009

Medley del venerdì

imageL’ottimo meteo.it dice che stamani non ha piovuto, che adesso non piove e che stasera forse pioverà, ma forse no.
Capisco cannare di brutto la previsione per domenica, capisco pure che la previsione di domani può essere non del tutto attendibile, ma caro amico che generi modelli atmosferici negli spazi vettoriali dalla tua piccola stanza della fortezza delle scienze: AFFACCIATI PRIMA DI DIRE CAZZATE!
Il problema è che non si affaccia più nessuno e anche le gattare (governanti dei gatti randagi) di Mensola, un tempo così attente agli orari di partenza e rientro di ogni abitante, ultimamente avevano pure smesso di darmi la buonanotte quando tornavo dopo le 1.. Brutto segno.

Comunque, tutto questo è indubbiamente trascurabile alla notizia che esiste su facebook una cospirazione organizzata di 11mila folli terroristi, comunisti e probabilmente terroni, che vuole assassinare il premier, e che la magistratura, il SISMI e i G.I. JOE se ne stanno occupando lasciando il mondo nelle mani dei COBRA (i cattivi dei G.I JOE se sei così infelice da non averci mai giocato). Cmq ancora facebook non ha censurato la pagina e quindi sembra che entro stasera interverranno anche gli X-MEN per mettere fine alla rivolta.
Buon venerdì anche a te.

19 ottobre 2009

Rugby in azienda: funziona davvero!


Far ingaggiare una mischia ordinata a gente che in ufficio non ha il minimo contatto da 15 anni, nemmeno per farsi gli auguri di Natale.
Portare nelle aziende i valori del rugby che da anni condividiamo in campo e nella vita.
Esportare il concetto di Squadra alla realtà di una azienda per migliorarne l’ efficienza e la qualità del lavoro per i propri dipendenti.
Far capire al singolo che i limiti dei dettami comuni non sono poi così invalicabili.
Portare tutto questo alla mia azienda coordinando dei corsi di formazione in campo.
YES WE CAN!!
E la cosa bella è che funziona pure!
L’attività di team building già sperimentata da Lapo mi entusiasma e giovedì scorso abbiamo tenuto una piccola dimostrazione al Festival della Creatività coinvolgendo i presenti in mischie, touche e placcaggi incluso il fuori-programma del rompi e poi ripara il soffitto del padiglione con una touche un po’ troppo alta.



Mi hanno anche intervistato per INTOSCANA (minuto 10.30) e.. a parte qualche cazzata, non sono andato poi così male.



Qui facevamo saltare ignari spettatori in touche contendendosi il pallone mentre Lapo parlava di come nella touche il saltatore si affidi completamente ai suoi piloni.. e poi stabilità, reattività, sfida, 8 persone che all’unisono ripetono lo schema che gira perfetto come il motore di una moto da corsa… La touche a me mi fa proprio godere (anche se non si dice “a me mi”).
Altre foto potete vederle QUI e QUI


Infine:




Lui è Marcelo e cara amica che sbavi sulla barra spaziatrice, sono 50 la bocca e 100 l’ammore.