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29 gennaio 2010

Era meglio se stavi Mutu

"Perchè te nel tuo piccolo e io nel mio grande, alla fine siamo uguali"
Adrian Mutu a Bobo Bastiani al Salamanca, mese dimenticato, anno 2009
E' passato un po' di tempo da quando, in una tranquilla serata al Salamanca, Mutu girava tronfio (e gonfio) regalando perle di onnipotenza a una folla in adorazione (folla per la maggior parte formata da peruviani con l'F12 aerografato). Di quella folla non faceva parte Bobo, il quale fu molto risentito per quel discorsino, e neppure il Fane che il giorno dopo all'allenamento mi chiese "ma chi era quel nano con la testa grossa che ieri sera mi tirava la barba e abbracciava tutti?"

Adesso caro il mio re di Firenze, perchè stasera non torni al Salamanca a abbracciarci tutto dall'alto del tuo trono? Ecco due buoni motivi per farlo:
  1. MOTIVO NUMERO UNO
  2. MA SOPRATUTTO MOTIVO NUMERO DUE
Ah scusa, il trono è caduto? Ah devi 17 milioni al Chelsea? Beh ma per un calciatore come te che vuoi che siano...
Sibutramina hai detto? 4 anni a casa senza stipendio? Beh ma il re di Firenze saprà fare qualcos'altro che non sia tirare 2 pedate a un pallone no? Ti ho visto anche come modello sulle gigantofrafie in via Baracca accanto alle fie vestite bene. Oddio gli sponsor non vedono bene un tossico??
...
...
ci si vede al Salamanca vai!

Perchè noi nel nostro piccolo e te nel tuo Niente, fortunatamente siamo proprio diversi!

2 dicembre 2009

Gli anni


...cosa vuoi il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà neppure noi
Gli anni d'ora del grande Real...etc etc etc

Così cantavano Max Pezzali e Mauro Repetto (si è un link, cliccaci perchè vale) e a regola tutti i torti non ce li avevano, a parte quando dicevano delle immense compagnie perché noi a Mensola al massimo s'era 3 stronzi.
Comunque gli anni sono passati anche per quelle belle facce che hanno fatto la storia di Hollywood negli anni 80 e a quanto pare per loro sono passati un po’ peggio che per altri ad una prima occhiata…

Partiamo dalla bella Kelly McGillis, mai dimenticata istruttrice di un Maverick focoso e intraprendente, e non ancora raggirato da Scientology:



 Rimanendo in ambito TOP GUN ecco a voi ICE-MAN dopo la dieta:


E per finire direttamente dalla contea di Hazzard la signorina Daisy Duke, la cugina che tutti noi avremmo voluto avere seguendo il famoso detto del "non c'è cosa + divina..."



comunque c'è anche chi è migliorato, tipo Steve Archel di Otto sotto un Tetto ora è il figo del quartiere, e Pam Anderson fa sempre la sua figura...

Concludo chiedendo un simbolico minuto di silenzio per Daisy Duke, maremma maiala!

UPDATE del 3/12: Francone invece di curare il suo acquario per lui creato in fondo alla pagina sostiene che alla fine Daisy Duke non sia ancora da buttare via... certo una Milfona attempata ma non da minuto di silenzio. Siccome ha comandato il manipolo di eroi che hanno espugnato l'Elba, cosa non concessa nemmeno a Leonida e i suoi 300, cambio il minuto di silenzio da Daisy Duke a Carlton Banks de "il Principe di Bel Air".


 Se tromberesti pure lui ti offro la cena dal Di Puccio,
ma io non ci mangio perchè non me lo merito.

15 settembre 2009

Allegria un cazzo

Come recita l’empirica ma efficace regola del 3, i personaggi famosi devono crepare a gruppi di 3. Tra una morte e l’altra possono passare una o 2 settimane ma alla fine la regola è un assioma a cui i personaggi dello show non possono fuggire o scendere a patti.

Le danze questa volta sono state aperte da Mike che dalla sua villetta di Montecarlo ci ha dato il bona.

Stamani è stata la volta di Patrick Swayze (chi sa come si pronuncia lo lasci pure nei commenti) che certo non è stato tra i più fortunati tra incidenti e malattie. Le femmine lo ricorderanno in Dirty Dancing (la sua battuta “nessuno può lasciare Baby in un angolo” non mi ha mai fatto pomiciare nemmeno lontanamente. ma mi è sempre parsa una buona frase da dire per attaccare bottone, grazie Patrick). Io voglio ricordarlo nel Duro del Roadhouse con la battuta tanto cara a Ciccetto “sei mai uscito vincitore da una rissa?” “Nessuno esce mai vincitore da una rissa” , e ancora mentre surfa la sua onda perfetta in Point Break nel ruolo di Bodhi.

E adesso caro personaggio famoso che leggi questo blog, cosa cazzo hai digitato su google per arrivare fino a qui? Ma sopratutto…

 
PAURA EH!!!!

14 settembre 2009

Clinica Mobile

Questo blog è per il 90% un raccoglitore delle mie cazzate, volto a far sorridere chiunque mi conosca e tra un impegno e l’altro pensi “vediamo se la fava del Nuzzi ha scritto qualcosa di divertente”, e vorrei rassicurare tutti che tale percentuale resterà più o meno immutata.

Pertanto se non sei un cicciottino che si fa scuotere come un salvadanaio ogni domenica o non hai mai dato un bacio alla tua moto perché ti ha tenuto dentro in quella piega che pareva impossibile probabilmente ti conviene stopparti qui. Se continui mettiti a sedere (se sei un cicciottino sarai già a sedere per motivi di risparmio energetico) e ascolta una storia romantica come di questi tempi ne sono rimaste poche.
Tengo a precisare che la storia è romantica, ma non melodrammatica, che io sono romantico ma non melodrammatico. Ma se pensi che sia melodrammatico alla fine del pezzo puoi sempre cliccare qui e comprare una cravatta. Via alla storia.

Il dottor Claudio Costa è il famoso medico dei piloti che seguendo la MotoGP avrete sentito parlare in modo poetico delle condizioni del pilota X che che dopo una caduta e un po’ di infiltrazioni sale in moto mezzo ingessato per continuare a correre.
E’ un tipo strano che ha cominciato 40 anni fa dal niente, unendo la sua passione per la medicina a quella del mondo delle corse, seguendo i piloti con valigetta e cerotti.
Nel suo sito ClinicaMobile ci sono un sacco di storie e aneddoti, ma quello che mi ha colpito di più è il racconto di 2 eventi di un tragico pomeriggio a Monza di 30 anni fa in cui persero la vita Jarno Saarinen e Renzo Pasolini:
“Solo una volta tentennai e meditai di abbandonare il mondo delle moto, quel mondo meraviglioso regalatomi dalla fantasia di mio padre. Accadde una maledetta domenica: il 20 maggio 1973 a Monza. Poco dopo le tre del pomeriggio morirono Jarno Saarinen e Renzo Pasolini, coinvolti in un terribile incidente alla prima curva con altri 15 piloti. (…)Tanti ricordi si affollarono nella mia mente torturata dal dolore, e quelli che si presentarono con più insistenza, erano legati a eventi accaduti circa due mesi prima, in un tempo dove nulla faceva presagire un così terribile futuro.
Il 25 marzo 1973, durante una gara internazionale organizzata [a Imola], Jarno Saarinen cadde al Tamburello (…). L’apprensione fu tanta. Jarno arrivò al piccolo ospedale dell’autodromo lucido, sereno e ancora sorpreso di essere caduto. (…) Il pilota finlandese lamentava un fastidio al ginocchio.
La sera, mentre cenavamo al ristorante dell’hotel Molino Rosso di Imola, fui avvicinato da Giovanni Fantazzini che, preoccupato, mi invitava nella stanza d’albergo occupata da Jarno Saarinen. Fui ricevuto subito dal pilota, steso sul letto con accanto la moglie pensosa Soili. Notai subito che sul ginocchio c’era tanto ghiaccio. Con un sorriso mi apostrofò in tedesco, e Giovanni tradusse: “dottorcosta” (tutto attaccato, come poi avrebbe fatto, nel seguito della mia storia, anche Mick Doohan), “tu mi hai detto che il ginocchio si sarebbe gonfiato, e adesso che è accaduto me lo devi guarire, perché voglio correre il 1 aprile a Misano, l’8 aprile a Modena, il 15 aprile la 200 Miglia qui a Imola e il 22 aprila la ‘prima’ del Mondiale di Francia a Le Castellet.” Il ginocchio era spaventosamente gonfio, pieno di liquido che pensai subito fosse sangue. (…) Con la consulenza del mio maestro, il professor Alessandro Dal Monte, levai dal ginocchio tantissimo sangue e insieme bloccammo l’articolazione in una leggera ginocchiera amidata.
Sapevo che i piloti erano strani e “folli”. Fin da allora intuivo che ci fosse in loro qualcosa di magico che li allontanava dalla prigione delle regole, ma non ne avevo ancora la consapevolezza. Adesso so che i momenti in cui l’essere umano è più vivo, sono quelli in cui esso si ritrova più folle, ancorato alla realtà come in un sogno, dove il dolore non è più un inutile affanno ma una specie di dono con tutta l’infinita preziosità del significato che l’accompagna. Adesso so che la pazzia più grave è quella di colore che si definiscono sani e che si leccano, immobili nelle loro tane, le ferite; di colore che credono che la loro protezione si trovi solo nelle acque stagnanti. Essi non si accorgono che l’acqua stagnante è uno spettacolo povero dinanzi alle acque di un ruscello o di una tumultuosa cascata.
(…) Domenica 8 aprile ci presentammo alla partenza con grande emozione, forse più da parte mia che sua. Dopo la prima gara anch’io ero soddisfatto, perché il ginocchio aveva funzionato bene, ma la paura guastò quel momento felice: “Se poi nella seconda gara, abbandonata ogni prudenza, Jarno fosse caduto compromettendo un lavoro così ben riuscito?”
I dubbi mi assalirono. I fantasmi che abitavano nella mia mente mi urlavano insistentemente di ritirarmi dall’impegno preso e di consigliare al pilota di non correre la seconda gara. Balbettai la mia pavida proposta a Jarno, cercando di spiegare che era per il suo bene. A quel punto fui folgorato da una riposta che non avrei mai più dimenticato. (…) “Se vuoi diventare per sempre il mio dottore, mi devi curare bene, ma non devi esitare a lasciarmi libero di guidare la mia moto, quando sono tornato ad esserne capace. Dimmi solo la verità sul mio stato, e dopo sarà solo la mia storia.”

Vinse quella gara e poi la 200 Miglia di Imola e tutte le gare della 250 e della 500 cc del Campionato del Mondo, fino a quando incontrò il destino che la rapì al mondo, 42 giorni dopo la corsa di Modena.
Nella notte di quella crudele, maledetta domenica di Monza, piangendo disperato mi accusavo selvaggiamente di non averlo tenuto ingessato per due mesi, invidiando chi si nascondeva nel pantano dell’indecisione. Nella notte sognai mio padre. (…) La figura sorridente e luminosa di mio padre mi rasserenò. Vidi che il viso deluso di Jarno mentre ascoltava le mie proposte di prudenza a Modena non era peggiore di quello, terribilmente sfigurato, che vidi senza vita a Monza. Perché perdere una vita spesa bene è una fatalità naturale, perdere una vita non vissuta è un peccato mortale. Ho continuato il mio lavoro nel mondo del motociclismo, e da allora mi sono sempre alleato con chi tentava di vivere la vita, piuttosto che sfuggirla. E il viso di Jarno, che porto sempre dentro il mio cuore, sorride ogni volta che aiuto un pilota a rimontare in sella alla moto. Con Jarno ho imparato che si può scegliere di essere uomini, e che la gioia e la felicità si bevono nello stesso calice del dolore.”


Fonti:
Commemorazione Monza
Ricordando Jarno

8 settembre 2009

Il problema secondo Vale

Non ho seguito il week-end di Misano, perché ultimamente la MotoGp non sta regalando delle belle gare: la lotta per il mondiale è tesa, all’ultimo respiro ma poi di fatto ogni gara è dominata da Rossi o da Lorenzo che lasciano tutti indietro e i piloti al via sono sempre meno quindi meno sorpassi, meno bagarre meno ombrelline. L’unico che forse non se n’è accorto è Guido Meda, ma nemmeno Loris Reggiani ha il coraggio di dirglielo.
Comunque “Seduto in quel caffè io non pensavo a te” e mi guardavo la gara al bar di Marina su un televisore 17” posto all’altezza di 4 metri e una distanza di 10, quindi per il noto Teorema di Pitagora non ci vedevo un cazzo radicedicentosedici.

Fatto sta che dopo un po’ di giri, azziccandomi con dei bambini autoctoni, rei di girare una sedia girevole che produceva rumore, e zittendoli grazie alla tecnica dello “Specchio Riflesso”, vedo qualcosa di strano sul casco di Valentino.


La gara finisce e torno a prendere il sole, guardando fiero i bambini sconfitti senza curarmi di quell’immagine che non avevo compreso.
Oggi poi ho scoperto che quella cosa spiaccicata sul casco del Vale non era Pedrosa (e ci poteva stare), bensì un simpatico asino con cui Rossi si era presentato a Misano per ironizzare sugli errori di quest’anno, ultimo tra tutti la caduta di Indianapolis.

Genio in pista e maestro fuori non solo ammette gli errori senza incolpare moto, meccanici, dio, il mechelli, gli alzatori della touche e il tallonatore perchè era storta, ma ci ironizza pure sopra per tutto il week end per poi fare una gara per noi pallosa ma oggettivamente perfetta. Perché in fondo i problemi sono un po’ tutti così e se li prendi con un sorriso magari si risolvono prima e meglio.

Mi ricorda qualcuno che scherza sui nostri errori all’allenamento, “dai ragazzi venite qui, oggi vi siete allenati bene, però bisogna migliorare su quegli erroracci di passaggio” e giù tutti a ridere, schiaffo del soldato a chi ha sbagliato, sfottò e risate che si sentono fino al Badiani…

Ah no?

Mi sarò sbagliato allora... ma stasera mi alleno con questo buffo cappello, per fare un scherSo.

4 gennaio 2009

La seconda volta di Alena Seredova

Rimembravo qualche giorno fa di fronte a una tavola imbandita, tra canzoni di Natale e argomenti di una certa importanza socio-culturale, di quando Alena Seredova confessò al mondo che lo prese in culo molto tardi.. “addirittura a 23 anni”.
Dobbiamo inserire il tutto in un contesto ex sovietico, di emancipazione sociale e rivalsa patriottica della Repubblica Ceca di fine anni 90. E come sappiamo i paesi dell’est non sono famosi solo per la vodka…
LA nostra Adriana Volpe nazionale per non essere da meno, un po’ schiva per la presenza del padre davanti alla tv, 2 domande dopo ci confessa di averne presa una grossa così (con tanto di gesto).
Senza ulteriori indugi ecco a voi il video che per motivi sconosciuti era sparito da youtube e dal sito delle Iene.

24 novembre 2008

Piccole donne crescono vol.2 (ora con più foto)

Dopo una grossa figura di merda a Milano, in cui siamo riusciti a far sembrare All Blacks dei diversamente abili,



il Semola ha deciso di abbassare le mie pène (e alzare il mio péne*) con una notiziona che colloca il Pink Ranger a livello "casta suora di periferia".
Direttamente dalla serieTv anni 90 Otto sotto un tetto troviamo la giovane e innocente Judy Winslow, che dopo il successo della serie ha passato un periodo di dipendenze serie tipo mariuana, cocaina, alcol, tetris, collezionare matriosche etc. Il tibunale le tolse i 500.000$ di patrimonio a favore della famiglia che li avrebbe tenuti e investiti saggiamente fino alla completa ribilitazione della loro figlia.



Peccato che babbino e mammina erano più tossici di lei e tempo che uscisse dai vari tunnel, loro i 500 testoni li avevano sputtanati già tutti.
Zomma a 14 anni Jaimee Foxworth era già ex-tossica, ex-alcolista, ex-benestante, ex-attrice di successo. E cosa poteva fare se non darsi al mondo del porno???
E infatti dal 2000 al 2002 ha girato un po' di filmini hard con il nome d'arte di Crave per mettere da parte 2 lire e rientrare nel mondo dello spettacolo (e quale porta migliore se non il porno, come insegna Eva Henger a Paperissima).. Chissà cosa ne pensa Steve Urkel!!



Dopo il continua alcune artistiche immagini della signorina:




* gli accenti sono corretti con una probabilità condizionata di 0.5

17 novembre 2008

Piccole donne crescono


E chi è questa? Ma soprattutto... ma come cazzo è vestita?
Bene l'ho pensato anche io...
Se non siete super-nerds non l'avete certo riconosciuta.. eppure l'avete vista migliaia di volte in questa formazione:


Esatto! Il Pink Ranger.
Personalmente non sono mai stato un grosso fan dei Power Ranger, nessuno lo è mai stato... tutti li vedevano giusto per parlarne a ricreazione, ma con questo metodo un paio di serie me le sono sorbite, anche in considerazione del fatto che i canali in tv erano quelli che erano, e quando su italia7 c'era la maledetta Principessa Zaffiro (dio la fulmini) c'era poco scegliere.


Cmq, i tempi dei combattimenti sono passati anche per la signorina Amy Jo Johnson, che adesso si fa vedere sotto altre "spoglie":

Qui si pone il grosso interrogativo...
ma se la signorina aveva tendenze esibizioniste già quando indossava la maschera e combatteva i mostri, non è che il Red Ranger e Company tra un mostro e l'altro ammazzavano il tempo con ricche Gangbang?

Principessa Zaffiro: voto 2
Si intromette nella programmazione anni 80 con il suo inutile cavallo, con una storia che farebbe vomitare miele anche a Maria de Filippi, spodesta il dopopranzo che era di Sampei proprio mentre il giovane stava per pescare la Gran Balt. Piattola

6 settembre 2008

Renegade dorme tra i moscerini

Rapido post con una considerazione che ho fatto e che voglio condividere con il mondo.
Mi trovavo morto sul letto con il ventolatore (deriva da ventola) in faccia cercando di mantenere dei valori vitali stabili dopo 75 minuti di amichevole precampionato e guardando il buon Renegade su rete4 (che ha sostituito mio malgrado Walker Texas Ranger).
Allora a un certo punto c'era una sequenza in cui Lorenzo Lamas andava in moto tutto impostato.. un vero giusto.. con il fucile e l'impermiabile, quando ho fatto caso a qualcosa che avevo omesso da 20 anni a questa parte.

Lorenzo Lamas tiene il sacco a pelo davanti al manubrio (come dimostra la foto)



e fa circa 2000Km a episodio. Guardando la condizione del mio casco o del mio giubbotto dopo 200Km di giro in moto posso affermare che sul sacco a pelo di Lorenzo Lamas ci saranno così tanti moscerini e insetti spiaccicati da fargli compagnia nelle solitarie notti nel deserto!!

Coglione mettilo dietro no?!?!?!?!?!?!?

5 agosto 2008

Fratello Metallo

Un frate cappuccino di 62 anni votato al metal, con rosario e corda di metallo che si presenta al Gods of Metal
benedicendo la folla con l'idrante...
non è un pedofilo (almeno non sembra) e probabilmente fa incazzare tutta la curia (non mi sono dimenticato la lettera maiuscola) e il santo padre Ratzinger.
Come non amarlo??
I custodi della fede metal potrebbero non gradire un frate che mescola metal ______e______ fede (ho messo degli spazi tra le 2 parole per non fare incazzare i metallari più reazionari.
Ma visto che di metal io non ci capisco un cazzo a me Fratello Metallo mi fa morire!!
Apprezzatelo al GOM2008 in questa esibizione con i suoi 4 cavalieri templari




Guardando un po' di video di questo metal mi sovviene che forse esista una cosa che attiri meno fie dei pomeriggi a Pro Evolution...


6 luglio 2008

Penna Bianca onboard

Sabato mattina.. quiete e silenzio in quel di Mensola, finchè il rumore di un motore a 17000 giri non pone fine al mio sonno alle ore 8.30
Mi affaccio alla finestra con l'ak47 (residuo della guerra con Settignano) e capisco che quella che pensavo una Ferrari in fondo al rettilineo altro non è Penna Bianca che parcheggia.
Penna Bianca ha 80k anni, ha una polo verde dal 1990 e la tiene come se fosse una Porsche.. soltanto che negli ultimi anni ha un po' peggiorato i riflessi e la vista. Quella Polo non ha mai visto altra strada se non quella da e verso il circolo ARCI, avrà si e no 20mila kilometri e viene lavata almeno 2 volte alla settimana.
Ecco la fase finale del parcheggio che sono riuscito a registrare.




23 maggio 2008

Un po' mi manca l'aria che FINDAVA...



Angolo del Funny Friday con la geniale imitazione di Titty Ferro a mai dire Martedì.
Da grande fan di Titty non posso che applaudire questo GENIO.

Un pò mi manca l'aria che findara
o semplicemente la tua fianda sdena
nananananaaaaaaaaaaaa
e quell'orologio non mi fanta
stava sempre fermo da vambina feeraaaa
come te lui si finnava
io non piango mai per te
non farò niente di fininneee
oooh aaah eeeh irivè...
lo ammetto un po, fisendo ma, fistragno, non mi tocchi iuuu


22 maggio 2008

Io odio Christiano Ronaldo!!!

Ieri sera dopo una infernale giornata mi sono concesso la visione della finale di Champions League tra Man. United e Chelsea (che avendo le maglie rispettivamente rosse e blu sembrava una partita di biliardino animata).
Ovviamente siccome stavo per i blu hanno vinto i rossi ai rigori.. ma la visione della partita sommata a una ricerchina sull'amico Google ha sprigionato il mio odio nei confronti della stella dei Red Devils, il fenomeno, l'uomo copertina e blablabla: Christiano Ronaldo.

Portoghese, 25 anni e tutto il mondo ai suoi piedi. Crede di essere Dio e non lo nasconde, tutte le fie che sbavano per lui, ma soprattutto da come gioca e si atteggia è palese che la sua idea di squadra è "date tutti il pallone a me, giocate tutti per me, perchè io sono Christiano Ronaldo, e non cammino sulle acque perchè mi piace nuotarci dentro".
Ovviamente la sua megalomania è alimentata anche da tutta l'industria creata intorno a lui tra spot pubblicitari, sfilate di moda, calendari, magliette, dentifrici, crocifissi etc etc.



Riassumendo tutto quello che Ronaldo è, rappresenta l'antitesi delle cose in cui credo.. la squadra, il gruppo, lavorare nell'ombra per un obiettivo comune, sudarsi quello che si conquista, la disinfestazione delle zanzare all'Osmannoro.
Certo lui sarà pieno di fiche belle e anche stupide (notare che l'anche è da interpretare come pregio :-D), ma come tutte le cose che salgono prima o poi dovrà cadere e ritrovarsi SOLO insieme a 3 trans e un ginocchio sfasciato (vedi suo omonimo brasiliano).
Aspettando il lieto momento in cui questo succederà, vado a vedere se Christiano Ronaldo abbia fatto un post sul suo Blog dal titolo "Io odio Luigi Nuti"...
sarebbe una bella soddisfazione!! In portoghese dovrebbe essere "Y odiò Luiginho Nutjnho"


19 aprile 2008

Così fan tutte, lei non più

Come sapete questo blog non è solo minchiate, ruzzi e allegria. Quando c'è da parlare di cose serie e che mi stanno a cuore non mi tiro certo indietro.
Complice un servizio delle Iene™ visto oggi sul loro sito mi sono interessato all'improvvisa conversione di Claudia Koll che dal dogma della fava è passata a seguire quello della fede cattolica™(che è risaputo essere "se stai godendo è segno che hai infranto qualche regola").
Ebbene la nostra Claudia è proprio pentita e redenta, si presenta in abiti casti e puri e parla con una voce tipo Fatima dopo il famoso meeting.Eppure io mi ricordo un'altra Claudia: seducente e sbarazzina che con il sorriso malizioso e il corpo prorompente era il più bel ritratto della gioia di vivere. Guardate questo video e ditemi se non sebra uscita dal coma..




Ecco il mio appello: "CLAUDIA TI PREGO!! TORNA IN TE!!
Beh non ti dico di fare 1 altro film con Tinto Brass e far rivedere il culo a tutta Italia, ma almeno esci dal convento!!!




6 febbraio 2008

ma te sei veramente DIRTY!!

Allora uno arriva a lavoro la mattina assonnato con un polso distrutto e 1 ginocchio dolorante dall'allenamento della sera precedente, come ogni giorno apre la fonte inesauribile di cazzate che è TGCOM e vede questo:
(Cliccando sul continua a leggere accetti di vedere un po' di zinne ma niente pelo)



Non avendo proprio parole lascio solo agli amichetti che freGuentano questo blog tutto il servizio fotografico della suina in questione di cui già parlammo a suo tempo...




"Si vabbeh ma venvia lei stava con Cassano e ora con Panucci che pretendi"
"Si ma sarà stupida come una capra"
"E' una di quelle che pensa solo ai soldi e al successo, ce ne sono tante anche meno famose sai"
"Dai ma faceva 1 2 3 Stalla... questa gente proprio non la sopporto"
"I piedi non li fa mai vedere, ce li avrà brutti di sicuro"
"Venvia ma son ritoccate a photoshop, nei calendari farebbero bella anche il peggio tegame"

Sarà ma... come dice un mio amico del basso Lazio "Porcoddue"!!!